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PIÙ CULTURA ITALIANA

I temi del terzo gruppo di lavoro per il Congresso di Buenos Aires sono la produzione e la promozione della cultura italiana nel mondo

Lingua e cultura: la promozione dei due grandi veicoli di italianità all’estero è uno dei compiti storici della Società Dante Alighieri e della sua rete di Comitati, rivolgendosi sia alle comunità italiane all’estero di cui sono centri aggregatori che all’esterno di queste, ovvero a tutte le persone non italofone ma interessate a conoscere il patrimonio culturale italiano e imparare la lingua di Dante.

I Comitati sono infatti presidi di cultura che propagano nel mondo, con le loro moltissime attività culturali di qualità (oltre 4.000 ogni anno), gli elementi più alti della tradizione e della produzione culturale contemporanea italiana: non solo arte, cinema e musica, ma soprattutto, come ha recentemente ribadito il Presidente Andrea Riccardi, la cultura del libro italiano. Un’attività di sostegno alla diffusione della cultura della lettura e all’impresa editoriale italiana volta a contrastare la deculturazione e diffondere la conoscenza, strumento imprescindibile di integrazione e di pace.

I Comitati rappresentano inoltre degli osservatori permanenti di grande sensibilità, sia sul dibattito culturale che si svolge in Italia, di cui sono lo specchio, che in quello che caratterizza i paesi in cui si trovano. Questa duplice sensibilità consente loro di essere riferimenti per orientare le scelte delle politiche pubbliche di diffusione del sistema Italia.

Il gruppo di lavoro, moderato da Lucilla Pizzoli, porterà al congresso proposte volte a una progettazione di medio e lungo periodo che risponda ad alcune domande cruciali: quali strategie possono consentire una migliore diffusione di contenuti culturali italiani nel mondo? Quali sono gli elementi su cui puntare e come farlo nei diversi contesti nel modo più appropriato? 

Il dibattito che si svilupperà non potrà prescindere dalle sfide poste dalla tecnologia (come il web, gli e-books e i social network) da considerare come strumento di propagazione esponenziale piuttosto che di impoverimento della produzione culturale.